lunedì 29 dicembre 2014

Da LaZampa - Orsa Daniza, la Procura di Trento chiede l’archiviazione del caso. Enpa e Lav contrarie

Per la morte dell’orsa Daniza, dal punto di vista penale non c’è nessuna responsabilità e non è stato ravvisato alcun reato, piuttosto ci sarebbe stata una gestione non appropriata della crisi subita dal plantigrado nelle fasi della cattura con il narcotico. Queste le conclusioni della Procura di Trento che ha chiesto l’archiviazione del procedimento aperto dopo la morte dell’orsa, avvenuta nell’ agosto scorso nei boschi del Parco dell’Adamello.
Secondo il procuratore capo Giuseppe Amato, non sono ravvisabili responsabilità penali nell’operazione condotta dai forestali in esecuzione di un’ordinanza della Provincia di Trento che intendeva salvaguardare gli abitanti da possibili rischi dovuti alla problematicita’ del plantigrado. A giudizio della Procura, le procedure per la cattura disposte dall’ autorità provinciale - e decise dopo una serie di attacchi a pecore e altri animali da cortile e soprattutto dopo l’aggressione subita da un cercatore di funghi di Pinzolo - furono corrette. Come fu appropriato l’anestetico usato per la cattura e la relativa dose. Qualcosa però evidentemente andò storto durante le fasi della cattura cui seguì la morte dell’ orsa per una complicanza della narcosi.
Secondo i consulenti del pm, all’orsa non venne somministrato ossigeno e un antidoto alla medetomidina, benché queste contromisure siano previste nelle linee guida per la narcosi. «Il problema è insorto - scrive il procuratore Amato citando le conclusioni dei consulenti - per la non adeguata capacità del veterinario di contrastare in modo efficace la complicanza della narcosi, sostanziatasi nella ipossiemia indotta dalla medetomidina». In mancanza di rilevanza penale, il procuratore Amato vede in questo episodio «un’ indicazione utile per il futuro: sarà la competente autorità amministrativa a dettare le opportune indicazioni».
Intanto insorgono le associazioni animaliste che dopo la morte di Daniza avevano protestato in modo veemente, in particolare contro la Provincia di Trento, organizzando manifestazioni e presentando esposti. L’Enpa, che parla di una conclusione «inammissibile» della vicenda, formulerà una richiesta di accesso agli atti per conoscere gli esiti delle necroscopie condotte sule corpo dell’orsa. La Lav chiede di riaprire il caso «per far emergere le vere responsabilità dell’animalicidio» e di «rimuovere dall’incarico il veterinario coinvolto aprendo un procedimento disciplinare per violazione del Codice deontologico dei medici veterinari».


articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it
Alessia Piccoli

lunedì 15 dicembre 2014

Da LaZampa - Cani per la pet therapy in corsia del Policlinico di Mestre, regalano sorriso ai malati terminali

Il cane entra in corsia per alleviare le sofferenze dei malati. Accade al Policlinico San Marco di Mestre dove da alcuni mesi, in collaborazione con l’Ulss 12 veneziana, si sperimenta la pet therapy e la frequenza controllata degli animali in ospedale.
Tre i cani addestrati coinvolti nell’iniziativa. «Per un’ora alla settimana - racconta il dott. Renzo Malatesta, direttore sanitario del Policlinico - consentiamo agli animali e ai volontari che collaborano con noi di avvicinarsi ai pazienti dell’ospice (25 posti letto). Si tratta di malati terminali, spesso anziani e soli». Con loro, spiega Malatesta, i risultati sono stati in alcuni casi strabilianti. «Abbiamo l’esempio di un vecchietto che ormai sembrava privo di voglia di vivere, non voleva più parlare - racconta -. Il cane è riuscito ad interagire con lui e a farlo tornare a dialogare con il mondo esterno». 
Sono incontri sempre calibrati sulle necessità del malato, ma soprattutto del cane. «Il veterinario che segue il progetto - conferma - ci ha consigliato di permettere la visita del cane al malato terminale per un’ora a settimana. Dopo l’intervento, all’animale viene concesso di fare una bella corsa in giardino e “smaltire” lo stress». Ma al Policlinico San Marco si guarda oltre. «Abbiamo dato la possibilità anche ai nostri dipendenti - sottolinea Malatesta - su richiesta motivata (di solito di tipo psicologico) di poter portare il proprio animale sul luogo di lavoro. Ogni domanda, ovviamente, viene vagliata attentamente, ma se l’animale può migliorare il beneficio dei nostri dipendenti noi non abbiamo nulla in contrario».
Ai pazienti ricoverati viene infine consentita la visita in corsia dei loro cari, come pure dell’animale di casa. Per chi può camminare, gli incontri avvengono in giardino, in un’area opportunamente attrezzata. Negli altri casi il cane viene portato direttamente al capezzale del suo padrone.

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it ; immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli

lunedì 8 dicembre 2014

Da La Zampa - Eco-maratona Lav, in 300 piazze per diritti degli animali

Eco-maratona di tre giorni della Lega antivivisezione (Lav), che da oggi all’8 dicembre sarà in più di 300 piazze italiane per sostenere una serie di «vertenze locali» animaliste.
Mai più animali alla catena, animali sfruttati per l’accattonaggio o esposti in mostre e circhi, stop alle carrozze trainate dai cavalli e ai rumorosi botti che spaventano gli animali: sono queste - informa in una nota la Lav - alcune delle principali «vertenze locali» per le quali sarà possibile firmare le petizioni della Lav «per dare più diritti agli animali». Da Roma, a Milano, Torino, Napoli a centri minori come Rho, Saronno, Ceglie Messapica e Melfi, i volontari dell’associazione raccoglieranno le firme animaliste che chiederanno anche di dire sì al pronto soccorso veterinario, a regolamenti comunali che garantiscano più tutela agli animali; di fermare la caccia, l’abbattimento di nutrie, di volpi, di cinghiali e lupi, e di garantire la scelta vegetariana in tutti i luoghi di ristoro (pubblici e privati).
«Quante più firme raccoglieremo, tanto maggiore sarà la possibilità che le nuove norme locali a tutela degli animali diventino vincolanti e trovino concreta applicazione’’, afferma Gianluca Felicetti, presidente della Lav. «Ogni firma raccolta - aggiunge - sarà un aiuto concreto a migliorare la conoscenza e la convivenza con gli animali, facendo avanzare alcune indispensabili norme delle amministrazioni locali a tutela degli animali. In più di 35 anni di attività abbiamo salvato milioni di quattrozampe, lottato contro i loro maltrattamenti, contro la vivisezione, gli abbandoni o i traffici illegali. Ma c’è ancora molto da fare perché gli animali non siano più vittime di soprusi e violenze”.

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it 

Alessia Piccoli

domenica 7 dicembre 2014

Calendario delle opere fortificate 2015-2016

E' in distribuzione il Calendario delle Opere Fortificate 2015-2016.
Il calendario biennale è stato realizzato dalle Associazioni Vivere le Alpi e La Valaddo con una fotografia per ciascuno dei concorrenti che hanno preso parte alla prima edizione del concorso fotografico "Scatta il Forte".
Sul retro dei singoli mesi, inoltre, è presente una descrizione bilingue di una fortificazione, con annessa scansione storica delle vicende principali dell'opera.
Il calendario è distribuito dietro erogazione liberale minima di € 8,00, che sarà distribuito tra le due associazioni ed utilizzato per le attività culturali delle stesse.
Per info o per richiedere il calendario, scrivi a viverelealpi@gmail.com.
Luca Grande


 

martedì 2 dicembre 2014

Come ufficialmente presentato sabato scorso, 29.11, in occasione del I Anniversario di Vivere le Alpi tenutosi a Torre Pellice, le Associazioni Vivere le Alpi e La Valaddo, ripropongono l’iniziativa del Concorso Scatta il Forte, che tanto successo registrò la scorsa estate.
Nell’ambito dell’ampio progetto dell’Atlante delle Fortificazioni che i due sodalizi hanno progettato e intendono realizzare, viene bandita la seconda edizione si Scatta il Forte e sino al 5 aprile 2015, chiunque potrà inviare agli indirizzi viverelealpi@gmail.com oppure info@lavaladdo.it fino a 3 fotografie riguardanti il patrimonio fortificato dei territori delle Valli Pellice, Germanasca, Chisone, Susa e del Briançonnais, indicando: titolo, nome, data di nascita dell’autore, un contatto telefonico o di posta elettronica a cui essere ricontattato e la localizzazione della foto.
Novità, per rendere più arduo il compito ai partecipanti e più accattivante l’impresa fotografica, riguarda il fatto che le fotografie che ogni singolo autore ci invierà dovranno riguardare fortificazioni differenti tra loro, pena esclusione dell’immagine che ritragga una fortificazione presente in un altro scatto dello stesso autore.
Le foto ricevute nei termini verranno pubblicate sul sito www.lavaladdo.it e sulla pagina facebook dell’associazione stessa a partire dall’11 aprile 2015 e fino al 3 maggio 2015 ed il pubblico potrà votare le foto più belle inviando una e-mail ai riferimenti di cui sopra o specificando il proprio voto su Facebook. Sarà possibile esprimere fino a tre preferenze ad ognuna delle quali verrà attribuito un (1) punto. La premiazione avverrà il 24 maggio 2015, in occasione di un evento che le due associazioni organizzeranno in occasione dei cento anni dall’ingresso dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale.
I ricchi premi, forniti dagli esercizi commerciali “Ferraretto” (Pinasca), “Fotografica Gariglio” (Perosa Argentina), “La fotografica” (Pinerolo), Agriturismo “La Casa dell’Ape” (Villar Pellice) e Agriturismo “Costa Lourens” (Torre Pellice), saranno distribuiti come segue:

1° classificato:
-          Buono acquisto c/o Ferraretto (Pinasca)

2° classificato:
-          Buono acquisto c/o Fotografica Gariglio (Perosa Argentina)

3° classificato:
-          Buono stampa foto c/o La Fotografica (Pinerolo)

4° classificato:
-          Buono pasto c/o Agriturismo Casa dell’Ape (Villar Pellice)

5° classificato:
-          Buono pasto c/o Agriturismo Costa Lourens (Torre Pellice)

Speriamo di aver nuovamente messo in piedi un evento interessante, che possa spingere il numero più alto possibile di persone a visitare e conoscere il nostro territorio, con l’accattivante spinta di una competizione amichevole per vedere chi meglio saprà fornire un’istantanea che rappresenti al pubblico votante l’immagine simbolo delle nostre fortificazioni.
Concludo ringraziando gli amici dell’Associazione La Valaddo, nelle persone del Presidente Luca de Villa Palù e di Simona Pons, i quali si sono pregevolmente adoperati per strutturare l’evento e definirlo nelle sue varie componenti.
Vi invito, quindi, a partecipare numerosi – al concorso, alle votazioni, alla premiazione finale che si terrà durante l’evento del 24 maggio 2015 - e, sempre e comunque, a Vivere le Alpi.
A nome di tutto il Consiglio Direttivo,
Il Presidente - Luca Grande

lunedì 1 dicembre 2014

Da Canile di Bibiana - Mercatino di Natale e confezionamento regali!

Ciao a tutti!
Vi invitiamo al mercatino di Natale di Torre Pellice (presso l'atrio comunale) dal 6 all'8 dicembre 2014 (orario continuato dalle ore 9:00 alle ore 18:00),ove si terrà una grande esposizione di possibili regali natalizi a sostegno del Canile di Bibiana. Grande scelta per tutti i gusti!
Se non bastasse,vi è inoltre,l'opportunità (dall'8 al 31 dicembre 2014) di far confezionare dalle volontarie del Canile di Bibiana,tutti i vostri regali presso la profumeria LA GARDENIA,all'interno del centro commerciale "Le Due Valli" di Pinerolo (TO) e presso UNIEURO di Abbadia Alpina di Pinerolo (To).



articolo tratto da www.facebook.com/canile.bibiana ; immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli






domenica 30 novembre 2014

Da LaZampa - Vietato sciare e ciaspolare, si disturba il gallo forcello

Quando la neve ovattata cade su Monesi, la stazione sciistica imperiese al confine con le Alpi francesi e che negli irripetibili Anni 60 veniva chiamata con orgoglio la «piccola Sestriere», sembra di stare in una «boule à neige», una di quelle palle di vetro che si regalano ai bambini. E se si ha la fortuna di avvistare un gallo forcello potrebbe sembrare di stare dentro a un film d’animazione della Disney. Ma il quadretto idilliaco, da fiaba, è rovinato in questi giorni dalle polemiche, legate proprio alla presenza del raro e prezioso gallo, il fagiano di monte, che deve il nome alla particolare forma della coda, simile appunto a una forcella Per tutelarlo, il comune di Triora da cui dipende amministrativamente Monesi, ha emesso un’ordinanza che vieta, fuori dalle piste, la pratica di trekking, sci alpinismo, arrampicate, e persino le ciaspolate.
 «È come se in Riviera proibissero i bagni e le immersioni per salvaguardare l’accoppiamento di specie rare di pesci» dice Rinaldo Sartore, presidente dell’associazione Monesi Borgo Antico, che raggruppa una nutrita schiera di commercianti e cittadini che cercano di valorizzare e promuovere il paese. Il commento si riferisce appunto alla recente ordinanza firmata dal sindaco Angelo Lanteri. Le potenzialità turistiche, e le entrate, sacrificate dunque sull’altare della protezione dell’ambiente? Nessuna possibile forma di convivenza tra il fagiano di monte e i tanti appassionati di sport alpini che alla prima neve salgono a Monesi, 1376 metri sopra il livello del mare e ai piedi del Monte Saccarello (2201 metri d’altezza)? 
 Il volatile in questione, dicono i naturalisti, potrebbe essere infastidito dall’eccessiva presenza umana, visto che d’inverno scava gallerie sotto la neve per preservare le energie in prospettiva degli accoppiamenti, che iniziano a marzo e si protraggono fino a giugno. A Monesi l’hanno presa molto male perché i turisti, specie nel periodo invernale, sono la manna per l’economia del piccolo Comune. Hai voglia che il sindaco abbia spiegato di essere stato costretto a emettere i divieti perché così impone la Regione più preoccupata di salvare i volatili che dello sviluppo del turismo. Il gallo forcello diventa così motivo di contesa e, pur se dall’aspetto elegante e bello a vedersi, rischia di attirarsi le antipatie degli abitanti del luogo e soprattutto degli operatori del settore ricettivo. 
 «Con queste misure assurde si rischia di far morire Monesi - commenta Monica Arnaldi, che gestisce il ristorante-albergo La vecchia Partenza -. Anche se il sindaco ritirerà l’ordinanza ormai il danno è fatto. La gente resterà condizionata e andrà da qualche alta parte a praticare gli sport invernali». Pure l’anno scorso venne preso un provvedimento analogo ma era molto meno restrittivo. Ora tuonano tutti, dalle associazioni dei commercianti a quelle che promuovono cultura e tradizioni locali: «Dov’è il problema? - chiede ancora Sartore - . Si vuole ostacolare o bloccare la costruzione del secondo tratto di seggiovia? Perché impedire l’accesso agli sportivi che amano la natura quando quad e moto da cross, da primavera al tardo autunno, si inoltrano sui sentieri e sui rododendri?». Altro che quadretto fiabesco: a Monesi si litiga, e di brutto. Per l’innocente e raro galletto di montagna.
 
articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it
Alessia Piccoli

giovedì 27 novembre 2014

Da Canile di Bibiana - GRAN BAZAR D'INVERNO

sabato 29 novembre 2014 dalle ore 14:30 alle ore 17:30 e
domenica 30 novembre 2014 dalle ore 9:30 alle ore 17:00
TORRE PELLICE (TO)
presso Foresteria Valdese ...
via Arnaud,34
Di tutto e di più per aiutare i nostri amici a 4zampe ospitati nel nostro canile.
Ti aspettiamo...spargi la voce !!
 
 
 
 
 
articolo tratto da www.facebook.com/canile.bibiana ; immagine tratta da www.wikipedia.org
Alessia Piccoli

mercoledì 26 novembre 2014

Quote associative anno 2015

Cari amici,
Vivere le Alpi sabato compirà un anno. Da quando l’Associazione è nata abbiamo cercato di mettere in piedi una pluralità di eventi lungo le valli Pellice e Chisone, sempre all’insegna della promozione del nostro territorio, nel modo che ritenevamo più immediato ed efficace, ma anche più variegato ed accattivante.
Dopo la prima serata del 29.12.2013 a Fenestrelle, incentrata principalmente sulle fortificazioni e sulla val Chisone, a marzo organizzavamo un convegno a San Secondo per illustrare in modo variegato frammenti di storia e cultura legate a San Secondo.
I giorni 1-2-3-4 maggio, poi, cambiavamo attività e per accattivare il pubblico organizzavamo una mostra fotografica dove il nostro amico Giuseppe Martini metteva a disposizione dei visitatori le sue opere inerenti la fauna locale e a margine organizzavamo un concorso fotografico aperto a tutti, che vedeva, grazie ai voti espressi dai visitatori, Luigi Avondo quale vincitore, premiato nella sede del museo della resistenza di Luserna San Giovanni che, per l’occasione, avemmo l’opportunità di aprire ai visitatori.
A tale concorso ne seguiva un altro, più grande e prestigioso, organizzato con gli amici dell’Associazione La Valaddo, incentrato sulle fortificazioni delle nostre valli. Tale concorso, denominato “Scatta il forte”, vedeva Luigi Avondo confermarsi vincitore, per essere premiato a Sestriere in occasione della XXXVI Festa di La Valaddo dove, tra l’altro, venivamo invitati per tenere un intervento sulle fortificazioni in val Chisone.
Nell’estate, inoltre, tentavamo un’altra variazione nel modo di promuovere il territorio e diffondere cultura: il Triathlon di Vivere le Alpi, che veniva organizzato a Bobbio Pellice con il supporto degli amici del Laghetto Nais e che consisteva in un pomeriggio ludico-sportivo con a seguire un’apericena in riva al laghetto per poi ascoltare musica occitana ammirando la proiezione delle immagini e dei video di Beppe Martini, le cui fotografie, peraltro, esponevamo altresì al mercato del libro antico di Luserna San Giovanni ad inizio settembre.
Dopo tutte queste attività ci troveremo, ora, in occasione del nostro primo compleanno, a Torre Pellice, il 29.11.2014 presso la Sala Conferenze della Comunità Montana (c.so Lombardini n. 2), a parlar di storia della Val Pellice ed a presentare la seconda edizione del concorso Scatta il Forte, nonché il Calendario delle Fortificazioni ed il grande progetto dell’Atlante delle Fortificazioni, tutti frutto della preziosa collaborazione tra Vivere le Alpi e La Valaddo.
Proprio in occasione dell’evento dell’anniversario, Vivere le Alpi darà il via alla campagna tesseramenti per l’anno 2015 che, in virtù della deliberazione del Consiglio Direttivo del 25.11.2014, vedrà fissate le seguenti quote:
  • € 5,00 per tutti i tesserati che intendano rinnovare la propria quota per l’anno 2015;
  • € 6,00 per tutti coloro i quali volessero tesserarsi per la prima volta a Vivere le Alpi nell’anno 2015.
Ciò è stato deciso per ringraziare tutti i nostri attuali tesserati per la fiducia che hanno inteso darci sin dalla nostra nascita.
Con l’occasione, anticipiamo sin da ora che lo sfondo per le tessere sociali dell’anno 2015 sarà una bellissima fotografia di Giuseppe Martini, che ringraziamo una volta di più per il prezioso supporto a Vivere le Alpi ed alla promozione del nostro territorio.
Tutti coloro i quali volessero, dunque, tesserarsi o rinnovare la propria tessera anche per l’anno 2015, potranno farlo già da sabato prossimo a Torre Pellice.
Nel frattempo, vi porgiamo i nostri più sentiti ringraziamenti ed i nostri migliori saluti.
A nome di tutto il Consiglio Direttivo
Luca Grande - Presidente di Vivere le Alpi

domenica 23 novembre 2014

Da LaZampa - Firenze, soccorso e salvato un raro grifone

La segnalazione di un cittadino e l’intervento di personale specializzato del Corpo Forestale dello Stato hanno permesso di soccorrere e di salvare un esemplare di Grifone, rapace tra i più rari e protetti di quelli presenti nella nostra penisola.
Un cittadino di Certaldo (Firenze) ha composto il 1515, numero verde appositamente attivato dal Corpo Forestale dello Stato per agevolare la segnalazione di emergenze ambientali, per riferire di aver trovato nel giardino della propria abitazione un grosso rapace L’informazione è stata ricevuta dalla centrale operativa regionale della Forestale che ha immediatamente attivato i forestali del nucleo operativo Cites di Firenze. 
Giunti sul posto, gli specialisti della Forestale hanno riscontrato la presenza di un giovane esemplare di grifone (Gyps fulvus L.) dell’età approssimativa di 2-3 anni. L’animale, sprovvisto di anello o di microchip, è un esemplare selvatico derivante da una delle pochissime colonie presenti in Italia (in Sardegna e in Abruzzo) o in Corsica. Provvisto di un caratteristico becco a punta ricurva, questo rapace è particolarmente raro anche in Italia, dove si contano non più di 200 esemplari nelle poche colonie presenti soprattutto in Sardegna, oggetto di particolari misure di protezione.
Probabilmente il giovane rapace, precisa una nota del Corpo Forestale, si è trovato a dover forzatamente interrompere la migrazione che assieme al proprio stormo lo stava avvicinando ai caldi paesi del nord Africa scelti per trascorrere l’inverno.
Debilitato ed affamato, è stato soccorso e dopo le prime cure è stato trasportato a Livorno dove è stato affidato al Cruma, un centro di recupero della Lipu specializzato nella cura e nel reinserimento in natura degli uccelli selvatici. Il grifone è una specie animale in pericolo di estinzione su scala mondiale, e proprio per questo motivo è stata inclusa nell’elenco della Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione (in sigla Cites) vigente in 175 Stati tra cui, dal 1980, l’Italia.

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it

Alessia Piccoli

giovedì 20 novembre 2014

18.11.2014 - 40 anni dall'eccidio dei Badariotti del 18.11.1944



Era una mattina di 70 anni fa, il 18.11.1944, quando una pattuglia di tedeschi e di repubblichini giunse a Bricherasio alle prime luci dell’alba, proveniente da San Secondo, sede di un comando tedesco.
Lo scopo era porre in essere un rastrellamento contro le attività partigiane della zona ed il risultato sarà raggiunto con metodi che, nonostante il contesto bellico, restano di rara crudeltà ed efferatezza. I rastrellanti cominciarono la loro opera dalla borgata Torretti, dove fucilarono il partigiano Cesare Caffaratti (poi Medaglia d’Argento al Valor Militare), nonché il civile Vittorio Bonansea, quest’ultimo ucciso sotto gli occhi del padre Andrea.
A seguire, i nazifascisti presero con loro un altro bricherasiese Giulio Battaglia, costringendolo a far loro da guida sino ai Badariotti: qui alle 8.30 circa avvenne la carneficina.
I nazifascisti cercavano partigiani e non trovandoli, infierirono sulla famiglia Castagno che conduceva in zona una cascina. In casa non c’erano uomini, il capofamiglia Giovan Battista Castagno con i figli Francesco, Pasquale, Michele e Giovanni erano stati avvertiti e si erano allontanati nei boschi.
La furia di tedeschi e repubblichini si sfogò allora dapprima sul cane domestico, freddato con un colpo di pistola, e quindi sulla moglie di Giovan Battista, Margherita Boero di 52 anni, sulle figlie Maria e Margherita di 22 e 15 anni e sul piccolo Enrico di appena 12 anni, tutti brutalmente colpiti col calcio dei fucili e poi spinti in cucina insieme a Giulio Battaglia. Gli aggressori, compirono la disumana opera incendiando la casa con i lanciafiamme e facendo perire tra atroci sofferenze le loro vittime.
Prima di andarsene i carnefici rubarono sei vacche, sei pecore e due maiali. Ai familiari, aiutati dal medico condotto Dott. Giuseppe Solera, restò solamente il compito di ricomporre i corpi e dar loro degna sepoltura.
A 70 anni da quel giorno, viva resti la memoria di quei fatti, che ancora oggi testimoniano la crudeltà umana posta in essere da criminali di guerra che non possono esser dimenticati e viva resti la memoria delle vittime che ebbero a subire tali brutalità e che videro le loro vite stroncate.
Luca Grande

lunedì 17 novembre 2014

Da Lega del cane - Difendiamoli dal freddo!


Nasce il vademecum di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, dieci consigli utili per sapere fin da subito come comportarsi con i propri animali durante l’inverno. E’ ormai arrivata la stagione invernale e anche se gli animali sopportano il freddo meglio degli essere umani è comunque importante avere qualche piccolo accorgimento per salvaguardare la loro salute. Proprio per questo nasce il vademecum di Lega Nazionale per la Difesa del Cane, dieci consigli utili per sapere fin da subito come comportarsi con i propri animali durante l’inverno.
Sono diversi gli accorgimenti da seguire per garantire al nostro pet il benessere di cui necessita, come ad esempio una alimentazione adeguata o un riparo idoneo. Non tutti i quattro zampe sono temprati per i rigori del clima invernale: i cani di taglia grande mantengono il calore per molto più tempo grazie alla maggiore massa corporea che li isola. Le taglie più piccole, le razze a pelo corto e quelli che non hanno particolare massa corporea per aiutarli a mantenere il calore, necessitano quindi di un trattamento speciale.
Bisogna prestare particolare attenzione ai cani o gatti che vivono all’aperto, poiché devono avere un luogo asciutto e senza correnti dove dormire e rifugiarsi. Inoltre, nella stagione invernale, con le temperature rigide, i soggetti anziani e/o malati, i cani di taglia piccola, vanno maggiormente protetti dalle intemperie e non devono essere lasciati all’aperto, soprattutto di notte. Tanti, difatti, i cani che in Italia muoiono durante la stagione invernale per il peggioramento di malattie croniche o la poca protezione ricevuta dal gelo.
Ma è importante ricordarsi anche dei randagi. Basta veramente poco per aiutare un animale in difficoltà.
Specialmente in alcune parti d’Italia, i cani e i gatti presenti sul territorio sono veramente tanti, non dimentichiamoci mai di mettere una ciotola di cibo e di acqua a loro disposizione fuori dalle nostre abitazioni.
Per gli ospiti di canili e gattili, Lega Nazionale per la Difesa del Cane lancia un appello rivolgendosi a tutti i cittadini affinché coperte, piumoni, asciugamani, lenzuola e indumenti usati destinati al macero vengano donati per poter essere riutilizzati per scaldare le cucce nei Rifugi.
Tanti piccoli accorgimenti non solo potrebbero migliorare la qualità della vita del tuo animale, ma in alcuni casi anche preservarla.
1) Una alimentazione adeguata
Un’alimentazione adeguata per il nostro animale può fare la differenza, in particolare durante la stagione invernale. Questo perché con l’abbassarsi delle temperature anche loro, come noi, bruciano più calorie.
In particolare per i gatti che vivono all’aperto una dieta ricca di nutrienti, grassi e proteine, dall’elevato profilo qualitativo, consente loro di non perdere peso utilizzando le riserve corporee come “carburante” per scaldarsi.
2) Un riparo idoneo
Bisogna prestare particolare attenzione ai cani o gatti che vivono all’aperto, poiché devono avere un luogo asciutto e senza correnti per dormire e rifugiarsi. La cuccia, di dimensioni giuste per la taglia dell’animale, va collocata a qualche centimetro da terra, possibilmente con l’entrata rivolta in direzione opposta a quella in cui solitamente soffia il vento. Il pavimento della cuccia può essere ricoperto con una coperta di lana, con vecchi maglioni, con ritagli di moquette o con della paglia (se il vostro cane non ne è allergico).
E’ importante ricordare che qualsiasi tipo di materiale dovrà essere regolarmente cambiato, soprattutto dopo che ha piovuto. Nei casi in cui il freddo è davvero pungente, è consigliabile coibentare la cuccia con dei materiali ecologici come le schiume a base di ricino, soia, zuccheri ecc.
3) Una cura costante
Spazzolando il vostro animale con regolarità, si stimola la circolazione sanguigna e un adeguato rinnovo del sottopelo che gli consentirà maggiore protezione anche nei mesi invernali. Inoltre, se si sono bagnati a causa della pioggia o della neve è importante asciugarli bene, soprattutto le zampe e tra le dita, dove possono rimanere i cristalli di ghiaccio che potrebbero contenere sostanze tossiche presenti nelle soluzioni antigelo, nocive per l’animale. Anche il sale può creare serie irritazioni ai polpastrelli del vostro pet, pertanto, per sciogliere il ghiaccio su marciapiedi e viottoli vi consigliamo prodotti pet friendly.
Ricordiamo che in inverno è bene evitare di fare il bagno troppo di frequente al cane. Il lavaggio, infatti, lava via anche gli oli protettivi presenti in superficie sulla cute ed espone il cane a un rischio maggiore di secchezza e desquamazioni.
4) Attenzione il freddo della notte può essere letale per i meno forti
Nella stagione invernale, con le temperature rigide, i soggetti anziani e/o malati, i cani di taglia piccola, specie se a pelo raso, vanno maggiormente protetti dalle intemperie e non dovrebbero essere lasciati all’aperto, soprattutto di notte. Tanti, difatti, i cani che in Italia muoiono durante la stagione invernale per il peggioramento di malattie croniche o la poca protezione ricevuta dal gelo.
5) Una ciotola dell’acqua doc
L’acqua del cane o del gatto se si trova all’esterno può congelarsi. Consigliamo di cambiarla spesso e di usare recipienti in plastica, poiché il metallo conduce il freddo più rapidamente.
6) Non lasciate mai un cane incustodito in auto
Non bisogna mai lasciare un cane incustodito in auto: è molto pericoloso durante la stagione estiva in quanto potrebbe soffocare, ma lo è anche d’inverno. Il veicolo potrebbe diventare una sorta di frigorifero, soprattutto durante le ore serali, causando l’ipotermia o il congelamento dell’animale. Mettete una coperta in macchina: in caso di emergenza può essere utile coprirlo e farlo stare al caldo.
7) Non lasciate mai un cane incustodito in garage
E’ assolutamente sconsigliato custodire l’animale in garage. Ma, spesso, accade! Quindi, prima di “custodire” l’animale in questo luogo, ricordiamoci di mettere al sicuro l’antigelo per la macchina: può essere fatale per gli animali domestici, anche in piccole quantità. Parimenti non versate mai l’antigelo a terra o sopra un tombino: qualche cane o gatto potrebbe leccarlo. Nel caso in cui il vostro animale ne ingerisse, va portato urgentemente dal veterinario, possibilmente con la confezione del prodotto.
Un occhio di attenzione alle nostre autovetture e alla perfetta tenuta dei sistemi idraulici. Il liquido del radiatore, contenente paraflù, glicole propilenico colorato e trattato, è di sapore dolciastro, lappato con golosità dai gatti.
Inoltre, non bisogna mai lasciare il cane in garage quando si accende l’auto, poiché il monossido di carbonio (che viene emanato dal tubo di scappamento) potrebbe essergli fatale.
8 ) Non lasciate mai incustoditi apparecchi elettrici
Non lasciate mai, per nessun motivo, incustodite eventuali stufette portatili, cuscinetti termici, scaldini elettrici ecc: nel caso in cui, cani, gatti e conigli masticassero i cavi elettrici, potrebbero essere fulminati.
9) Attenzione: nella neve il cane potrebbe perdere le tracce di odore e smarrirsi
In mezzo alla neve un cane potrebbe perdere le tracce di odore sue e/o del proprietario e smarrirsi più facilmente. Soggetti molto giovani, o notoriamente “fuggitivi”, è dunque meglio vengano tenuti al guinzaglio o, comunque, venga loro impedito di allontanarsi eccessivamente (cosa che non andrebbe permessa in alcuna situazione, indipendentemente dal clima)
10) Attenzione agli animali che si rifugiano sotto le automobili
Con le basse temperature i gatti liberi o anche altri animali che vivono all’aperto potrebbero andare a rifugiarsi sotto le automobili, per riscaldarsi con il caldo del motore. Prendiamo la buona abitudine di controllare sotto l’automobile, all’interno del passaruota, o per sicurezza dare dei leggeri colpi sul cofano della macchina prima di partire, in modo da dare una possibilità di fuggire a eventuali ospiti.

articolo tratto da www.legadelcane.org ; immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli

mercoledì 12 novembre 2014

Da Canile di Bibiana - Infants dog read ( Attivita' Assisitita di Lettura ad Alta voce con la presenza dei cani )

sabato 22 novembre ore 10
Pinerolo (TO)
stradale Fenestrelle, 22
Siete tutti invitati alla presentazione della tesi “Infants Dog Read” che si terrà presso la sala riunioni dell’ASL TO3 in stradale Fenestrelle 72, a Pinerolo, sabato 22 novembre 2014 alle ore 10,00












Articolo tratto da www.facebook.com/canile.bibiana ; immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli

martedì 11 novembre 2014

Da Codice della strada - Obbligo soccorso animali : la guida su cosa fare e chi chiamare

Dopo il nostro cliccatissimo articolo sul Decreto che tutela e impone il soccorso agli animali feriti, alcuni lettori hanno giustamente posto vari interrogativi sulle modalità d'intervento. Per tale motivo abbiamo deciso, come sempre, di rispondere alle curiosità degli nostri lettori andando direttamente alla fonte delle notizie, e coinvolgendo Gianluca Felicetti, presidente LAV, Lega antivivisezione, e l'ANMVI, Associazione nazionale medici veterinari italiani, che - molto disponibili e precisi - così hanno risposto alle nostre domande. Come si vedrà ancora alcuni aspetti sono poco chiari (a causa delle regole di legge), ma dal nostro articolo emergeranno delle importanti linee guida da seguire in caso d'incidente con qualsiasi animale.Una guida unica e preziosa, insomma, da condividere e da diffondere sul Web, che si amino gli animali o no.
1) La norma vale per qualsiasi animale?
LAV: "Sì. Il nuovo articolo 189 del Decreto Legislativo 285 del 1992 specifica che 'l'obbligo di fermarsi e porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso è riferito agli animali d'affezione, da reddito o protetti'. In base alle leggi speciali 'd'affezione' sono cani e gatti, 'da reddito' sono gli animali tenuti a scopo di lucro e sostanzialmente animali d'allevamento, 'protetti' sono le specie di fauna omeoterma. Ma la volontà del Legislatore di circoscrivere l'area di applicazione della norma è caduta con l'utilizzazione del termine 'protetti' poiché tutti gli animali in base al titolo IX-bis del Codice penale sono protetti dai maltrattamenti e la mancata somministrazione di cure ad un animale è stato identificato da sentenze della Corte di Cassazione come un vero e proprio maltrattamento. Quindi, oltre che per dovere civico e buon senso, l'obbligo di fermarsi a chiamare aiuto valgono per tutti gli animali. Anche perché difficilmente nell'impatto si sarà capita l'esatta specie dell'animale e anche dopo essersi fermati - a meno di preparazioni zoologiche e giuridiche specifiche - per alcuni ambiti si potrà continuare a non essere certi della categoria d'appartenenza".

ANMVI: "Sì, dal 2010 il Codice della strada è stato modificato (Art. 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120) disponendo per l'utente della strada, 'in caso di incidente comunque ricollegabile al suo comportamento, da cui derivi danno a uno o più animali d'affezione, da reddito o protetti', ha l'obbligo di fermarsi e di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso agli animali che abbiano subito il danno".

2) Sono obbligato a fermarmi e chiamare soccorso o a fermarmi e portare l'animale da un veterinario? E se l'animale è troppo grande/pesante da spostare a chi devo chiamare? Esiste un sito o elenco dove trovare questi numeri?
LAV: "L'obbligo è di fermarsi e chiamare soccorso ovvero un veterinario o una Forza di Polizia così come si fa per incidenti con umani. A prescindere dalla mole dell'animale, se non sono io stesso un veterinario, non devo muovere l'animale ma attendere i soccorsi. Potrò chiamare il Corpo Forestale dello Stato (1515), i Carabinieri (112), la Polizia di Stato (113), la Guardia di Finanza (117), le Polizie Municipali-Locali-Provinciali - Centralini Comuni e Province, i Servizi Veterinari Aziende USL, i Centri di recupero fauna selvatica e lo studio medico veterinario più vicino www.struttureveterinarie.it, anche con App da telefonino".

ANMVI: "Sì, da gennaio di quest'anno è attiva la piattaforma www.struttureveterinarie.it, realizzata dalla Federazione nazionale degli Ordini dei veterinari italiani (FNOVI) in collaborazione con ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani). Si tratta della georeferenziazione delle strutture veterinarie autorizzate, un servizio di pubblica utilità, gratuito e  scaricabile anche su smartphone, tablet e navigatori satellitari. Consente di rintracciare la struttura veterinaria più vicina: di ciascuna è presente una scheda dei servizi, la pronta reperibilità e naturalmente i recapiti".

3) E se l'animale è morto nell'impatto come mi devo comportare?

LAV: "Come sopra ma chiamando esclusivamente una Forza di Polizia. Andrà certificata la morte da un medico veterinario e per i casi più delicati l'esame autoptico deve essere fatto dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale della provincia nella quale è avvenuto l'incidente".

ANMVI: "In tal caso decadono le esigenze di soccorso; si dovranno informare le autorità competenti, polizia stradale e azienda sanitaria locale".

4) Le spese veterinarie sono a mio carico?

LAV: "Saranno gli accertamenti sulle responsabilità dell'accaduto a certificare chi deve pagare i danni comprese le spese veterinarie".

ANMVI: "Sì, non è prevista nessuna forma di partecipazione alla spesa da parte del Servizio Sanitario Nazionale, fatte salve le situazioni in cui la struttura veterinaria pubblica o privata disponga diversamente. L'onere è, in via generale, a carico del soccorritore ( O meglio 'utente della strada'), causa o coinvolto nell'incidente stradale".

5) Se si riesce a rintracciare il padrone dell'animale le spese procurate al mio mezzo e/o alla mia persona sono a suo carico? E se i padroni degli animali non sono assicurati e non mi possono pagare?

LAV: "Se la responsabilità dell'accaduto è del proprietario e/o del detentore dell'animale, le spese sono a loro carico ai sensi dell'articolo 2052 del Codice Civile. A prescindere se siano assicurati per danni diretti o indiretti causati dal loro animale".

ANMVI: "Per i danni causati dall'animale- se di proprietà- l'automobilista danneggiato potrà rivalersi per omessa custodia dell'animale qualora ricorrano gli estremi. Si tratta però di una evenienza diversa dal campo di applicazione dall'articolo 31 della legge 29 luglio 2010, n. 120 e diversa dal regolamento del ministero dei trasporti che ha disciplinato in questi giorni i mezzi di trasporto per il soccorso di animali in stato di necessità".

6) Esiste una norma che punisca i padroni che non custodiscono gli animali con la dovuta attenzione mettendo a rischio gli automobilisti/motociclisti?

LAV: "Sì, l'articolo 672 del Codice penale, depenalizzato ma sempre valido, prevede una sanzione pecuniaria per l'omessa custodia".

ANMVI: "Sia il proprietario che Comune e Asl possono essere chiamati a rispondere per omessa custodia di animali proprietari (nel primo caso) e di animali vaganti/randagi (nel secondo). Anche in questo caso siamo in una altro ambito normativo".
7) Il Decreto fa distinzione fra animali domestici (appartenenti a qualcuno) e animali selvatici liberi?

LAV: "Tutti gli animali hanno un proprietario. Se non si tratta di una persona fisica, questo è il Sindaco - in base al Codice Civile - per gli animali domestici. E' invece la Provincia, su delega della Regione, per gli animali selvatici".

ANMVI: "No, il decreto regolamentare del Ministero dei Trasporti, ha come finalità il rispetto del benessere degli animali, ma anche di garantire l'incolumità pubblica e la sicurezza stradale; pertanto viene disciplinato anche il trasporto di animali da recuperare 'la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale' (quindi non solo se feriti o incidentati)".

8) Stabilisce chi deve pagare le spese di soccorso e di eventuali interventi chirurgici e fa distinzione in funzione del tipo e delle dimensioni dell'animale?

LAV: "No. Ma la domanda ha già una risposta alla 4) e alla 5)".

ANMVI: "Né il Codice della strada né il Regolamento ministeriale contengono disposizioni di natura economica; le spese relative ai mezzi di soccorso e al loro utilizzo sono a carico dei titolari (pubblici o privati) dei mezzi stessi, mentre le spese per il recupero, il trasporto e le cure dell'animale sono a carico del soccorritore".

9) Un riccio di 20 cm schiacciato da un'auto è equiparabile ad un cinghiale, a un cervo, un capriolo investito di notte mentre attraversa una strada di campagna?

LAV: "Sì".

ANMVI: "La norma non fa distinzioni di specie; scartato l'ambito di applicazione per la tutela dell'animale,  subentra quello del  recupero di animali 'la cui presenza possa costituire un pericolo per la circolazione stradale'".

10) C'è un 118 veterinario?

LAV: "Sì, attraverso la reperibilità anche notturna e festiva dei Servizi Veterinari delle Asl, in maniera diretta o attraverso convenzioni. La realtà varia da zona a zona e in alcune realtà come Verona, Rimini, Sanremo, ad esempio, sono in rete i diversi soggetti deputati al soccorso (Forze di Polizia, Servizio veterinario pubblico, ambulatori veterinari privati anche attraverso l'Ordine provinciale dei medici veterinari, Comune, Provincia) con l'aiuto anche delle associazioni di volontariato. In Veneto il numero 118 fornisce risposte mentre in altre Regioni no. Queste norma del Codice della Strada ha anche il merito di aver portato alla luce questa tematica, di interesse pubblico per gli aspetti sanitari, morali, di sicurezza e incolumità pubblica e, quindi, ci battiamo per la creazione di un '118 veterinario' efficace in tutta Italia. Tutte le associazioni animaliste già svolgono questa attività di informazione e orientamento e senza alcun riconoscimento economico".

ANMVI: "Numeri di emergenza possono essere istituiti a livello territoriale e alcune Regioni hanno affrontato la questione del servizio telefonico, ma non esiste un numero pubblico di emergenza nazionale come quello ipotizzato. Per questo FNOVI e ANMVI hanno realizzato www.struttureveterinarie.it , un servizio a costo zero per cittadini e Pubbliche amministrazioni che ci auguriamo possa essere adottato dalle forze dell'ordine e da tutti coloro che a vario titolo si confrontano con il Codice della strada".

11) Qual è la sanzione per chi non presta soccorso?
LAV: "Da 80 a 318 euro per il Codice della strada. In più, possono essere accertate responsabilità sotto il profilo penale: il riferimento è l'articolo 544-ter del Codice penale".

ANMVI: "L'obbligo di porre in atto ogni misura idonea ad assicurare un tempestivo intervento di soccorso non riguarda solo l'automobilista, ma anche le persone coinvolte in un incidente con danno ad animali. Chiunque non ottempera all'obbligo di cui al periodo precedente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 80 a euro 318".

12) Oggi se si chiama qualsiasi soccorso è sempre gratis per l'uomo, qui siamo di fronte all'obbligo di chiamare i soccorsi ma senza che si sappia chi deve pagare. Un po' assurdo...

LAV: "Se una persona che ha causato o è stata coinvolta in un incidente con danno a uno o più animali non si ferma e chiama soccorso rischia la sanzione che può essere più altra della spesa veterinaria. Per il merito si rimanda alla risposta sulla proprietà giuridica dell'animale. Per approfondimenti su veterinari contattare la Federazione Nazionale degli Ordini Veterinari www.fnovi.it che riunisce i veterinari pubblici e privati".

ANMVI: "I medici veterinari hanno reso tramite www.struttureveterinarie.it un servizio di pronta rintracciabilità. La prestazione veterinaria d'urgenza o in emergenza è a pagamento, non essendo una prestazione rimborsata dal SSN. Il Legislatore nel riformare il Codice della strada non si è posto il problema dell'obbligo 'oneroso' (neanche per l'uomo tuttavia è propriamente gratis - il SSN è finanziato dai contribuenti italiani). In questo caso l'atteggiamento della norma va più nella direzione di 'chi sbaglia paga': o si pagano le conseguenze dell'incidente o la multa. È pleonastico evidenziare che l'ANMVI ha fatto notare le incongruenze fra buoni propositi della Legge e la  distrazione sugli oneri economici del suo assolvimento. Così come il fatto che si è lasciata una lacuna incolmata: disciplinando solo il trasporto, si è trascurato di considerare il medico veterinario che con proprio mezzo (quindi ad auto senza animale) raggiunga la sede dell'emergenza: è passibile di multa in caso di superamento del limite di velocità o di utilizzo di dispositivi acustici. Multe comminate per questo sono state quasi sempre annullate dal Giudice di pace, ma il Legislatore non ne ha tenuto conto".

articolo tratto da www.sicurauto.it - Codice della strada 
Alessia Piccoli

sabato 8 novembre 2014

Da LaZampa.it - In 30 anni l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli

Nell’arco di 30 anni l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli, soprattutto di specie diffuse, mentre quelle più rare hanno mostrato un lieve aumento. Lo sostiene uno studio dell’università di Exeter che ha preso in esame 144 specie di volatili. Gli uccelli comuni come passeri, pernici e allodole, osservano i ricercatori, stanno
subendo un calo drastico, mentre le popolazioni di specie meno numerose come falchi e poiane registrano negli ultimi anni un piccolo incremento, attribuibile a specifiche politiche di conservazione. Tra le cause della perdita, l’uso di pratiche agricole sempre più intensive che allontanano gli uccelli abituati a vivere nei terreni agricoli.
Il 90% degli uccelli persi appartiene a specie diffuse. «È molto preoccupante che le specie più comuni siano in rapido declino, perché è da questo gruppo di uccelli che le persone traggono più benefici - spiega Richard Inger, autore dello studio pubblicato sulla rivista Ecology Letters -. Il danno non è solo per gli amanti del cinguettio e del birdwatching: questi uccelli svolgono un ruolo cruciale nella diffusione di semi e pollini, oltre a mangiare i parassiti. Perderli potrebbe essere molto dannoso per la società». 
La conservazione delle aree protette è di vitale importanza per le specie rare, ma ciò non significa che si può fare a meno di rendere gli spazi urbani e suburbani più accoglienti per gli uccelli, osservano gli esperti. Misure come la riduzione dell’inquinamento luminoso, o il miglioramento della visibilità delle finestre per evitare le collisioni, sarebbero di grande aiuto per gli uccelli che condividono il loro habitat con gli uomini. 
(Fonte: Ansa)  

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it; immagine "Ballerina gialla" di Giuseppe Martini.
Alessia Piccoli

Da LaZampa.it - Il nibbio reale è tornato a volare nei cieli toscani

Il nibbio reale è tornato a volare nei cieli toscani grazie al progetto Life «Save the flyers», promosso dall’Unione dei Comuni Amiata Grossetana e da Enel Distribuzione e cofinanziato dall’Unione Europea, che ha reso possibile la reintroduzione del nibbio reale e la conservazione dei pipistrelli nell’alta Valle dell’Albegna in Toscana e nel Parco di Frasassi nelle Marche. 
I risultati del progetto sono stati presentati nel corso del convegno finale del progetto che è iniziato nel 2010 e che terminerà ufficialmente il 31 dicembre 2014: il seminario presso il Nuovo Teatro Comunale di Santa Fiora, ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni locali, di autorevoli esperti in biodiversità, ambiente e sicurezza nel settore elettrico di varie parti d’Europa, ed ha confermato il pieno successo per l’operazione di reintroduzione del nibbio reale e per la conservazione dei pipistrelli, mammiferi la cui esistenza è fortemente minacciata.
Il nibbio reale, che era scomparso dai cieli della Toscana meridionale negli anni ’70, è tornato a volare grazie al rilascio di giovani esemplari, provenienti dal Cantone di Friburgo in Svizzera e dalla Corsica: adesso sono già una ventina le coppie nidificanti che, dalla base del «Centro Rapaci Minacciati» di Rocchette di Fazio nell’Alta Valle dell’Albegna, si stanno spostando in altre zone dell’Amiata.  
Enel Distribuzione ha effettuato una serie di interventi per la sostituzione dell’armamento dei pali e per l’isolamento dei conduttori su oltre 70 km di linee elettriche per salvaguardare l’incolumità dei rapaci. 
Complessivamente, il progetto è durato cinque anni e si è sviluppato nell’Area amiatina e nel Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, nelle Marche, con il coordinamento dell’Unione dei Comuni Montani Amiata Grossetana e l’azione sinergica di Enel Distribuzione e della Comunità Montana dell’Esino Frasassi, creando anche molte opportunità di lavoro e di sviluppo turistico. 
A conclusione del seminario, si è svolta una sessione escursionistica, durante la quale i partecipanti hanno potuto visitare i sentieri del Monte Labbro e dell’Alta Valle dell’Albegna per verificare i risultati di alcune delle azioni realizzate nell’ambito del progetto: le molte decine di nibbi reali che convergono verso il roosting e la mangiatoia del Centro Rapaci Minacciati Cerm a Rocchette di Fazio (Gr), gli oltre 40 km di linee elettriche messe in sicurezza per l’avifauna nell’area amiatina, le strutture didattiche allestite al Parco Faunistico dell’Amiata, alcune delle oltre mille bat-box e bat-board installate per offrire rifugio ai pipistrelli. 
(Fonte: AdnKronos)

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it; immagine tratta da www.wikipedia.org
Alessia Piccoli

I Anniversario di Vivere le Alpi - 29.11.2014 - Torre Pellice

Vivere le Alpi, in occasione del suo primo anniversario, organizza un pomeriggio culturale volto a promuovere diversi aspetti della storia delle nostre valli e in particolare della val Pellice.
L’evento, di cui si allega la locandina, sarà intitolato “Frammenti di storia della Val Pellice e Memorie della Grande Guerra” e si svolgerà sabato 29 novembre 2014 h. 15 a Torre Pellice (TO), c.so Lombardini n. 2, presso la sala conferenze della Comunità Montana.
Il pomeriggio si svilupperà, sostanzialmente, in due parti: la prima verterà nello specifico su aspetti di storia della val Pellice, con gli interventi di Carla Michialino che parlerà della signoria dei Luserna sulla Val Pellice e del sottoscritto che affronterà la tematica delle fortificazioni in val Pellice, dai castelli medievali alle postazioni del Vallo Alpino; a seguire, il pomeriggio toccherà alcuni aspetti “locali” inerenti la Grande Guerra, di cui ricordiamo il centenario dall’inizio del conflitto. Tale tematica sarà affrontata dai due noti storici Gian Vittorio Avondo e Valter Careglio, che onoreranno Vivere le Alpi con l’esposizione di alcune loro ricerche.
Tra la prima e la seconda parte dell’evento, vi sarà breve spazio per la presentazione di due iniziative che Vivere le Alpi ha posto in essere con l’Associazione La Valaddo, sulla scia della consolidata cooperazione tra i due sodalizi. In seguito al grandissimo successo della prima edizione, tenutosi l’estate scorsa, verrà presentata in anteprima la II edizione del concorso fotografico “Scatta il Forte”.
Inoltre, sempre in un’attività conseguente all’edizione del concorso passato, verrà presentato e messo in distribuzione il “Calendario delle Fortificazioni 2015-2016”, realizzato con alcune delle fotografie che hanno preso parte al concorso (una per ciascun autore partecipante).
 
 

L'attività di Vivere le Alpi

L’inizio della storia che vi raccontiamo dovrebbe ipoteticamente iniziare dicendo che l’Associazione Culturale “Vivere le Alpi” nasce a Torino in data 28.11.2013. Tuttavia, come per ogni evento umano, alla costituzione del sodalizio fa da preludio un’altra e diversa storia, di cui Vivere le Alpi è figlia.
Ormai alcuni anni fa, alcuni amici nutrivano insieme la passione di recarsi sulle splendide montagne che circondano il nostro territorio per effettuare escursioni alla scoperta di più o meno antiche fortificazioni.
Tale attività, invero, era tutt’affatto semplice, dal momento che lo stato di abbandono della maggior parte delle opere fortificate determinava, altresì, la scarsità di informazioni sulle stesse. Prima di ogni escursione, dunque, v’era un consistente lavoro di ricerca su libri tematici e su siti web di altri appassionati, purtroppo molte volte incompleti o poco aggiornati.
Fino a che, un bel giorno, durante un escursione sulla piana del Moncenisio, nasceva, tra quei ragazzi, l’idea di divenire loro stessi fonte di diffusione della conoscenza di tali strutture, realizzando un sito web con materiale fotografico, ubicazioni gps, descrizioni storiche e architettoniche ed itinerari per raggiungerle.
Fu l’inizio di un percorso che si estese, via via, a tutta una serie di altri beni idonei a diffondere la cultura e la conoscenza delle ricchezze del nostro territorio: centri storici, castelli, torri, palazzi, chiese, templi, montagne, fauna, eventi culturali, ecc.
Tale crescita si sviluppò ulteriormente attraversi la collaborazione con altre associazioni culturali che si propongono la promozione di aspetti del nostro territorio meritevoli di tutela e diffusione, nonché con amici storici e fotografi che oggi sono Associati.
Raggiunto tale livello di complessità ed articolazione delle attività proposte, alcuni di quei ragazzi che girovagavano per i monti e per le nostre valli si riunirono e decisero che dovevano aprirsi ad ogni persona che condividesse tali ideali di passione e conoscenza nei confronti delle terre in cui sono radicati, per crescere e raggiungere in maniera ottimale i loro obiettivi, con la cooperazione di una pluralità di amici appassionati.
È così che si giunge al 28 novembre del 2013, quando sette giovani, chi pinerolese, chi della val Pellice, chi della val Chisone, chi torinese, costituirono Vivere le Alpi, con l’obiettivo di aprirsi a tutti coloro i quali volessero fare qualcosa per le nostre terre, le nostre Alpi e tutte le risorse culturali che ivi si trovano.
Si può, ora, con un nuovo soggetto giuridico aperto a tutti coloro i quali volessero condividere i nostri ideali, organizzare in modo ottimale ogni attività più complessa e gravosa che però sarà certamente più avvincente e completa.
Come recitano gli articoli 2 e 3 dello Statuto, l'Associazione è apolitica, non ha finalità di lucro e si propone di promuovere il territorio alpino, partendo dalla pubblicizzazione delle opere fortificate e di tutti i beni e le risorse architettoniche e culturali, ivi comprese eventuali manifestazioni ed iniziative, presenti su tale area.
L'Associazione Vivere le Alpi, per il raggiungimento dei suoi fini, intende promuovere varie attività, in particolare:
·        attività di diffusione delle strutture architettoniche fortificate, con catalogazione da effettuarsi attraverso ricerche sulle fonti convenzionali, pubblicizzazione online attraverso fotografie, descrizioni, mappe ed itinerari;
·        attività di diffusione collaterale di ogni qualsivoglia risorsa, sia esso bene architettonico, storico, culturale e naturalistico ovvero di manifestazioni culturali, il cui comune denominatore sia la promozione del territorio alpino;
·        organizzazione di convegni volti ad estrinsecare l’attività dell’Associazione che potrete progressivamente vedere su www.viverelealpi.com;
·        organizzazione di ogni qualsivoglia attività stabilita dall’Assemblea degli associati in conformità con la legge ed il presente Statuto, volta a diffondere la conoscenza del territorio alpino.
Gli strumenti principali di cui si avvarrà Vivere le Alpi sono il sito web, la pagina facebook, nonché il blog che state leggendo e che sarà progressivamente riempito e costruito.
Questo, in sunto, è ciò che ci proponiamo di fare, aprendoci a tutti coloro i quali volessero darci una mano e contribuire a questi ideali che riteniamo essere primari e fondamentali per tutti quanti noi.
Esattamente come il sito che leggete, l’attività dell’Associazione si muoverà lungo due macro direzioni: da un lato le fortificazioni alpine, che da strutture belliche debbono esser riscoperte e diventare attrazioni di natura escursionistica e culturale; dall’altro tutto ciò che di bello ha da offrire il nostro territorio che non ricada nell’ambito delle fortificazioni: pensiamo ai musei, ai castelli, alle torri, ai laghi, alle montagne, agli animali, alle grotte, agli eventi sportivi o culturali che tanto aiutano a promuovere il territorio.
Sì, perché proprio quest’ultimo fattore era il pilastro fondamentale tra le motivazioni per cui abbiamo dato vita al sito ed è ora elemento centrale su cui fondare l’attività di Vivere le Alpi: non più solo fornire indicazioni e “pubblicizzare” le opere fortificate sulle nostre montagne, bensì, in modo più generale, accendere un riflettore sul territorio in cui viviamo.
Ciò, al fine di render consapevoli tutti noi e tutti Voi sulla bellezza di quanto ci circonda.
Da oggi, dunque, non v’è soltanto più un sito creato da alcuni volenterosi ed appassionati ragazzi, ma un’Associazione che include alcuni di quei ragazzi e li unisce a tutte le Persone che Volessero contribuire in qualunque modo a tali attività.
Potrete agevolmente prender visione degli scopi sociali di Vivere le Alpi leggendone con tranquillità lo Statuto; nel caso, poi, in cui qualcuno di Voi volesse ulteriori informazioni o inoltrare richiesta d’adesione all’Associazione, può inviare all’indirizzo e-mail viverelealpi@gmail.com la domanda di adesione compilata e firmata.
Grazie per l’attenzione e buona visita alle pagine del sito, alla scoperta delle nostre terre.
Associazione Vivere le Alpi
Il Presidente – Luca Grande