giovedì 20 novembre 2014

18.11.2014 - 40 anni dall'eccidio dei Badariotti del 18.11.1944



Era una mattina di 70 anni fa, il 18.11.1944, quando una pattuglia di tedeschi e di repubblichini giunse a Bricherasio alle prime luci dell’alba, proveniente da San Secondo, sede di un comando tedesco.
Lo scopo era porre in essere un rastrellamento contro le attività partigiane della zona ed il risultato sarà raggiunto con metodi che, nonostante il contesto bellico, restano di rara crudeltà ed efferatezza. I rastrellanti cominciarono la loro opera dalla borgata Torretti, dove fucilarono il partigiano Cesare Caffaratti (poi Medaglia d’Argento al Valor Militare), nonché il civile Vittorio Bonansea, quest’ultimo ucciso sotto gli occhi del padre Andrea.
A seguire, i nazifascisti presero con loro un altro bricherasiese Giulio Battaglia, costringendolo a far loro da guida sino ai Badariotti: qui alle 8.30 circa avvenne la carneficina.
I nazifascisti cercavano partigiani e non trovandoli, infierirono sulla famiglia Castagno che conduceva in zona una cascina. In casa non c’erano uomini, il capofamiglia Giovan Battista Castagno con i figli Francesco, Pasquale, Michele e Giovanni erano stati avvertiti e si erano allontanati nei boschi.
La furia di tedeschi e repubblichini si sfogò allora dapprima sul cane domestico, freddato con un colpo di pistola, e quindi sulla moglie di Giovan Battista, Margherita Boero di 52 anni, sulle figlie Maria e Margherita di 22 e 15 anni e sul piccolo Enrico di appena 12 anni, tutti brutalmente colpiti col calcio dei fucili e poi spinti in cucina insieme a Giulio Battaglia. Gli aggressori, compirono la disumana opera incendiando la casa con i lanciafiamme e facendo perire tra atroci sofferenze le loro vittime.
Prima di andarsene i carnefici rubarono sei vacche, sei pecore e due maiali. Ai familiari, aiutati dal medico condotto Dott. Giuseppe Solera, restò solamente il compito di ricomporre i corpi e dar loro degna sepoltura.
A 70 anni da quel giorno, viva resti la memoria di quei fatti, che ancora oggi testimoniano la crudeltà umana posta in essere da criminali di guerra che non possono esser dimenticati e viva resti la memoria delle vittime che ebbero a subire tali brutalità e che videro le loro vite stroncate.
Luca Grande

Nessun commento:

Posta un commento