sabato 8 novembre 2014

Da LaZampa.it - In 30 anni l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli

Nell’arco di 30 anni l’Europa ha perso 421 milioni di uccelli, soprattutto di specie diffuse, mentre quelle più rare hanno mostrato un lieve aumento. Lo sostiene uno studio dell’università di Exeter che ha preso in esame 144 specie di volatili. Gli uccelli comuni come passeri, pernici e allodole, osservano i ricercatori, stanno
subendo un calo drastico, mentre le popolazioni di specie meno numerose come falchi e poiane registrano negli ultimi anni un piccolo incremento, attribuibile a specifiche politiche di conservazione. Tra le cause della perdita, l’uso di pratiche agricole sempre più intensive che allontanano gli uccelli abituati a vivere nei terreni agricoli.
Il 90% degli uccelli persi appartiene a specie diffuse. «È molto preoccupante che le specie più comuni siano in rapido declino, perché è da questo gruppo di uccelli che le persone traggono più benefici - spiega Richard Inger, autore dello studio pubblicato sulla rivista Ecology Letters -. Il danno non è solo per gli amanti del cinguettio e del birdwatching: questi uccelli svolgono un ruolo cruciale nella diffusione di semi e pollini, oltre a mangiare i parassiti. Perderli potrebbe essere molto dannoso per la società». 
La conservazione delle aree protette è di vitale importanza per le specie rare, ma ciò non significa che si può fare a meno di rendere gli spazi urbani e suburbani più accoglienti per gli uccelli, osservano gli esperti. Misure come la riduzione dell’inquinamento luminoso, o il miglioramento della visibilità delle finestre per evitare le collisioni, sarebbero di grande aiuto per gli uccelli che condividono il loro habitat con gli uomini. 
(Fonte: Ansa)  

articolo tratto da www.lastampa.it - LaZampa.it; immagine "Ballerina gialla" di Giuseppe Martini.
Alessia Piccoli

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