mercoledì 28 gennaio 2015

Da LAV - Non è stata condannata solo Green Hill

Green Hill era sì un importante allevamento di beagle della statunitense “Marshall” presente in tre Continenti. Ed è stata condannata non per fatti sporadici, ma per fatti pianificati nel proprio “Manuale delle procedure” . Ma chi l’ha difesa e chi l’ha coperta per anni non sono stati solo, ovviamente, i dipendenti della società (di cui cinque, fra cui l’unica laureata a parte il veterinario, quella che appendeva i beagle al muro per il “freezing”, saranno chiamati a rispondere di falsa testimonianza) e non sono stati consulenti di parte qualsiasi (che scelgono volontariamente di schierarsi, appunto, da una parte). A redigere memorie tecniche, a raccontare al Giudice che lì andava tutto bene sono state due colonne.La prima è rappresentata dal Prof. Paolo Scrollavezza docente di anestesiologia e chirurgia veterinaria all’Università di Camerino, Renato Massa già docente di biologia all’Università di Milano, Fabrizio Rueca docente di Clinica Medica Veterinaria all’Università di Perugia e Massenzio Fornasier responsabile dello stabulario della Novartis Vaccini e presidente di Sival veterinari degli animali da laboratorio federata Anmvi. Il fior fiore della accademia italiana pubblica (che ha trovato il tempo per essere presente a tutte le udienze in giorni lavorativi) e privata. Quella che si era già spesa a gran voce, senza successo, contro le restrizioni alla direttiva europea sulla vivisezione - fra le quali il divieto di allevamento di cani, gatti e primati non umani per la sperimentazione  - assieme al Gotha degli interessi della dittatura della ricerca su animali. Sono stati sconfitti. Dalla verità, dalla medicina veterinaria indipendente e che rispetta, non a parole e slogan, le Leggi e il proprio Codice Deontologico. In attesa, ancora, che la propria rappresentanza nazionale spenda una parola d’apprezzamento per chi ha esercitato la professione dalla parte dei beagle e non contro.La seconda colonna è rappresentata da tutte le Istituzioni pubbliche deputate alla vigilanza e ai controlli che hanno fatto anche di più che chiudere tutti e due gli occhi. A partire dai veterinari dell’Asl di Lonato con Roberto Silini, Chiara Giachini e Luigi Azzi, il Servizio Veterinario della Regione Lombardia, l’allora Sindaco di Montichiari, il cosiddetto Ufficio del Ministero della Salute. E l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Lombardia ed Emilia, sede centrale proprio Brescia. Con un direttore, Stefano Cinotti, firmatario di verbali di ispezione a Green Hill senza esserci  mai entrato come da interrogatorio reso al CFS e che non sa dell’esistenza del reato di uccisione di animali. Uno dei due capi d’imputazione per i quali Green Hill è stata condannata. Ma, caso vuole, l’IZS di Brescia non ha un Presidente qualsiasi ma l’ex senatore Francesco Tirelli, medico. Guarda caso eletto a suo tempo nel collegio che comprendeva Montichiari e con un curriculum che lo ha visto a Roma fra i più acerrimi nemici dell’approvazione nel 2004 della Legge 189 di riforma del Codice penale sugli animali, proprio con quegli articoli che undici anni dopo saranno letti, come è successo venerdì scorso, nell’Aula del Tribunale di Brescia.
Strano a verificarlo ma l’IZS di Brescia ha peraltro al suo interno i due Centri di Referenza nazionale del Ministero della Salute, Centri-chiave di questa vicenda. Quello sul “benessere animale” che brilla per silenzio e ostracismo e quello sui “metodi alternativi alla sperimentazione sugli animali” per i quali è già stata sollevata al Ministro Lorenzin la questione di preparazione e volontà. Ora c’è un motivo in più per trasferirli altrove e con nuove, serie, responsabilità.
Qualche mese fa a proposito di sperimentazione sugli animali, il Comitato Nazionale di Bioetica - in uno scomposto e tardivo tentativo di opporsi alle pur minime modifiche legislative sulla sperimentazione animale – ha scritto che “devono essere rispettati i requisiti di oggettività”. E’ quello che, noi, abbiamo sempre fatto, ora lo ha stabilito anche un Tribunale. E la sentenza Green Hill è una pietra miliare.Non è stata infatti condannata solo Green Hill (il nostro avvocato Carla Campanaro ha ben descritto il cataclisma giuridico in corso).Questo renderà l’Italia civile più coraggiosa e forte nell’abbandonare lo sfruttamento degli animali. In tutti i campi. Anche quelli certificati fino ad oggi da un veterinario Asl come perfetti e rispondenti alle leggi.

articolo tratto da http://www.lav.it

Alessia Piccoli

lunedì 19 gennaio 2015

Da Quotidiano - Asini e mucche a San Pietro per la benedizione degli animali

Come tradizione, si festeggia anche quest`anno in Piazza San Pietro di fronte al colonnato del Bernini la ricorrenza del Santo Patrono del bestiame e degli allevatori, Sant`Antonio abate, e per l`ottava volta consecutiva migliaia di allevatori con le loro famiglie sono confluite nella capitale per confermare la devozione verso il protettore di uomini e animali.  La "Giornata dell`Allevatore", informa in una nota l'Associazione italiana allevatori (Aia), ha nel programma la partecipazione alla Messa celebrata all`interno della Basilica Vaticana dal Cardinale Angelo Comastri, vicario del Santo Padre, al termine della quale allevatori e cittadini hanno assistito alla benedizione in piazza preceduta dall`arrivo dell`ormai usuale ma sempre suggestiva sfilata di cavalli e cavalieri lungo Via della Conciliazione.
L`Associazione Italiana Allevatori ripropone anche la "fattoria a cielo aperto", con una rappresentanza degli animali che popolano le nostre stalle.  L`appuntamento di quest`anno avrà una continuazione delle celebrazioni dedicate al Santo Patrono nella mattinata di domani, domenica 18 gennaio, nel territorio della città di Assisi, davanti al sagrato di Santa Maria degli Angeli (Messa ore 10, sfilata con carrozze e cavalli a partire dalle ore 11 circa). L`Aia intende ancora una volta mantenere in vita, nel cuore della Cristianità, una tradizione antichissima ma sempre molto sentita nelle campagne italiane, rendendo omaggio alla figura di Sant`Antonio abate, eremita e taumaturgo, testimone di fede radicata e profonda. Le celebrazioni saranno un`occasione, quindi, di festa e di preghiera che gli allevatori vogliono condividere con tutti i cittadini che li vorranno affiancare.

articolo tratto da http://www.quotidiano.net ;immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli

 

mercoledì 14 gennaio 2015

Da ANPANA ONLUS - Nel Cuneese intervento delle Guardie Ecozoofile ANPANA e Striscia la Notizia

Cervi, Daini e Stambecchi in strutture abusive e in condizioni non ottimali, denunciato allevatore, sul posto anche Edoardo Stoppa di Striscia la Notizia.
Striscia la Notizia nuovamente nel Cuneese, per un Allevamento di Daini, Cervi e Stam
becchi intervengono le Guardie Ecozoofile ANPANA di Cuneo, Sequestrano e Denunciano alla Procura della Repubblica l'allevatore.
Le Langhe terra del vino e tradizioni, ma in questo caso salta alla ribalta della cronaca per un Allevamento di Cervi, Daini e Stambecchi, Striscia la Notizia interviene per un caso di mal detenzione di questi splendidi animali selvatici.
Sul posto sopraggiungono le Guardie Ecozoofile dell'ANPANA di Cuneo che da tempo collaborano con l'inviato di Striscia amico degli animali Edoardo Stoppa, riscontrano un maltrattamento a danno di un Daino che da numerosi giorni aveva metri di fil di ferro legati al collo e al palco.
Intorno all'allevamento sono stati trovati sotto cumuli di letame ossa di Stambecchi, gli animali vivono in uno stato semi brado, l'allevamento è per alimentazione umana, ma molti animali non sono marchiati come previsto dalla Legge.
L'Animale, grazie all'intervento delle Guardie Ecozoofile dell'ANPANA ora è libero da quel filo, che poteva anche soffocarlo, l'operazione è durata alcune ore, sono intervenuti sul posto due medici Veterinari che hanno seguito e visitato l'animale .
La vicenda non è terminata dicono le Guardie Ecozoofile ANPANA, ci sono diverse inadempienze di natura amministrativa da sanare, ma noi seguiremo la cosa unitamente alla Provincia che ha autorizzato l'allevamento.
Le Guardie ANPANA del Comando Provinciale di Cuneo, come di consueto, esortano i Cittadini a fare segnalazioni in materia di maltrattamenti o mal detenzione di animali e di inquinamenti ambientali ai recapiti : e-mail cuneo@anpana.piemonte.it fax 1782717985, tel 329.6020541 www.anpana.piemonte.it.

articolo tratto da http://www.anpana.it

Alessia Piccoli

domenica 4 gennaio 2015

Da Pet Ethology - La relazione uomo-gatto

Se la relazione uomo-cane si fonda su un'idea di amicizia basata sul senso di fedeltà e di referenza che vengono dalla natura sociale delle due specie coinvolte, la relazione uomo-gatto è fortemente condizionata dalla natura non strettamente sociale del gatto.
I gatti socializzati agli esseri umani (ossia quegli individui che hanno potuto sperimentare precocemente un contatto positivo e piacevole con la nostra specie), godono della compagnia umana tanto da arrivare persino a ricercarla ed incoraggiarla.
Tuttavia, nel loro sangue scorre il DNA di un animale assolutamente in grado di sopravvivere in equilibrio all'interno del suo territorio, se privato di qualunque riferimento sociale, sia umano che intra-specifico. Come conseguenza, la relazione che un gatto instaura con un essere umano non puo' che essere di natura affiliativa: il gatto "sente" l'essere umano come un eterospecifico con cui riesce a intessere anche profonde relazioni d'intesa ma senza interpretarlo mai come un centro referenza sociale. Da qui, dunque, se ne deduce una posizione assolutamente paritaria assunta dal micio nei confronti del compagno umano.
Conquistare la fiducia di un gatto è un lavoro fatto di pazienza e di assoluta coerenza. Come animali dalle origini solitarie, i gatti hanno un fortissimo senso di sopravvivenza e questo è il motivo per cui rompere la loro fiducia può costare la rottura definitiva di una relazione Dedicare del tempo al micio (non sono necessarie ore, bastano pochi minuti ogni giorno), parlargli, coinvolgerlo nelle attività casalinghe, rispettare la sua riservatezza fisica evitando di accarezzarlo e/o toccarlo quando si sottrae o mentre dorme e, di contro, massaggiarlo con delicatezza quando è sveglio, evitare di esporlo apertamente a stimoli che mal tollera fornendogli piuttosto delle vie di fuga sicure e inespugnabili, sono alcune delle regole d'oro per impostare con il proprio micio un'amicizia sincera, paritaria, reciproca.
I gatti sono animali in grado di restituire un'immensa profondità spirituale e mentale attraverso i loro occhi indagatori ma prima di concedervi questo privelegio, vi chiederanno di dimostrarvi quanto siate degni di fiducia. L'amicizia di un gatto è un bene prezioso e irripetibile, averla contribuisce a sentirsi più fieri di sé e del proprio rapporto con il mondo.

articolo tratto da http://www.pet-ethology.it ; immagine tratta da www.wikipedia.org

Alessia Piccoli