L'Atlante delle Opere Fortificate



L’idea di realizzare un “Atlante delle fortificazioni” è frutto di molteplici considerazioni riguardanti la tutela, la promozione e la valorizzazione di tali strutture storico-architettoniche, ma anche la loro valenza strategica e turistica e transfrontaliera.
Se da un lato, infatti, il mondo del web è oltremodo popolato da siti e blog che tentano di diffondere conoscenza sulle fortificazioni, è da rilevarsi come tali strumenti siano, nella quasi totalità dei casi, frammentari, incompleti o addirittura abbandonati e non aggiornati. Dunque, ecco sorgere la volontà di costituire uno strumento fruibile a chiunque ed in grado di fornire in modo sufficientemente completo le informazioni necessarie a diffondere quelli che sono elementi essenziali del patrimonio storico, paesaggistico e culturale costituito dalle opere fortificate.
D’altra parte, dal punto di vista storico e territoriale, la tematica dei “confini” ha, da sempre, rivestito un’importanza strategica notevole: nel corso dei secoli i confini, dapprima elementi fisici da difendere con la costruzione di fortificazioni, linee difensive e trincee, sono diventati entità astratte che, con l’Europa unita e i numerosi progetti transfrontalieri sviluppatisi negli anni, si sono trasformati in semplici linee sulle cartografie da valorizzare nella loro dimensione di catalizzatori e segni distintivi di identità e culture diverse tra loro.
Nella mente degli autori, quindi, quest’opera dovrebbe divenire un agevole strumento trilingue di consultazione e conoscenza, composto da una pluralità di volumi di cui questo scritto costituisce la parte introduttiva ed una sorta di guida alla lettura, nonché dalla piattaforma web www.atlante-operefortificate.blogspot.it e dal materiale informativo che sarà, eventualmente, divulgato una volta consolidato l’atlante. L’importanza del ruolo delle opere fortificate, catalogate, promosse e valorizzate da questo progetto, risulta, quindi, essere legata al ruolo di “testimoni” storici ed architettonici dell’evoluzione amministrativa, tecnica e territoriale avvenuta sull’arco alpino nel corso dei secoli; da queste riflessioni nasce anche l’idea del trilinguismo: vale a dire la volontà del gruppo di lavoro di ampliare non soltanto in senso spaziale il territorio coinvolto dal progetto, bensì di rendere fruibile ad un pubblico sempre più ampio le conoscenze a questo riguardo. Le lingue scelte sono l’italiano, il francese (in quanto lingua nazionale della Francia che confina con l’area territoriale da cui parte il progetto – le valli Pinerolesi – ma anche in quanto lingua storica minoritaria di questo stesso territorio, tutelata dalla Repubblica Italiana grazie alla Legge 482/99) e l’inglese, intesa come lingua internazionale che possa rendere apprezzabile l’opera dalla comunità internazionale.
Nell’ambito della promozione del territorio in cui viviamo, accanto alla pluralità di aspetti che debbono doverosamente essere oggetto di promozione (ambiente, lingue minoritarie, folklore, tradizioni, fauna), quello forse più tralasciato concerne l’ampio numero di strutture fortificate che popolano le nostre montagne, le nostre valli e le nostre pianure. La causa di tale trascuratezza, al di là dell’enormità delle risorse che sarebbero necessarie per la gestione ed il recupero di tali numerose strutture, è verosimilmente da ritrovarsi nell’alone bellico di cui le fortificazioni sono portatrici. Ciò è vero, a maggior ragione, per le fortificazioni più recenti presenti sul nostro territorio, ovvero le centinaia di opere del Vallo Alpino del Littorio. Tali strutture, nel contesto del secondo dopoguerra, ricordano parti di storia che le menti hanno cercato di rimuovere, in quanto opere militari figlie di un regime dittatoriale che ha trascinato il nostro paese in un conflitto ed in anni disastrosi per la nostra democrazia e per la popolazione tutta. Un simile ragionamento è fortunatamente in fase di superamento per quel che riguarda le opere bibliografiche sull’argomento, che da alcuni anni sta incontrando le attenzioni degli studiosi.
Tuttavia, le nostre terre sono ricche di fortificazioni, antiche e recenti, che ne costituiscono, di fatto, un elemento caratteristico portatore di un insieme di aspetti che debbono essere salvaguardati, promossi e diffusi nell’ambito della promozione culturale. In primo luogo, si consideri l’aspetto storico, derivante dal contesto nazionale ed internazionale in cui tali opere furono edificate. In seconda battuta, è fondamentale la tutela degli aspetti antropologici ed umani, che discendono dalle vicende storiche che videro protagoniste le fortificazioni, vissute da ragazzi, uomini, esseri umani. V’è poi da considerare l’aspetto puramente architettonico che, nell’ambito delle strutture militari, deve essere salvaguardato e diffuso, a maggior ragione nel nostro territorio: da sempre, infatti, la catena alpina è stata oggetto di conflitti tra le genti e per tale ragione si rinvengono strutture fortificate che risalgono ad ogni epoca storica, da quella romana al secolo scorso, costituendo, di fatto, un’enciclopedia dell’evoluzione dell’architettura militare. Ma nell’ambito della tutela e della promozione di tali aspetti, deve rilevarsi la volontà di salvaguardare parti di patrimonio comune a tutti quanti noi, che da strumenti bellici e militari debbono ora essere inquadrati e visti quali mete escursionistiche e paesaggistiche, portatori di una pluralità di aspetti culturali, che devono essere promossi per diventare patrimonio comune di conoscenza. Tale ultima espressione, in particolare, deve essere letta nel senso più ampio possibile, nella misura in cui le strutture fortificate devono essere interpretate come beni culturali, risorse che arricchiscono chi vive le terre in cui si trovano. Arricchimento che deriva dal bagaglio di cultura e conoscenza che forniscono, che discende dalla considerazione che tali beni costituiscono indiscutibilmente parte delle radici delle popolazioni stanziate sul territorio. Ma l’arricchimento può e deve essere letto anche in chiave prettamente economica, in quanto tali risorse, con le dovute modalità e cautele, debbono certamente essere viste anche in chiave turistica, determinando lo sviluppo di un settore, un indotto dedicato a tale settore. Infine, l’arricchimento deriva dalla considerazione, tutt’altro che secondaria, che le fortificazioni, antico strumento di difesa di confini contrapposti, possono ora essere letti come strumenti di conoscenza a prescindere da ogni frontiera. Da mezzi di protezione di una divisione, possono e debbono ora divenire risorse comuni per popoli e nazioni vicine ed essere reciprocamente valorizzati all’interno di ampi circuiti di conoscenza e condivisione, anche in senso transfrontaliero e transnazionale.
Così, riteniamo che qualsiasi persona debba essere messa in condizione di coprire un itinerario escursionistico di conoscenza, cultura, svago, idoneo a permettergli di visitare un antico castello medievale in Val Susa, la vicina fortificazione settecentesca, la batteria ottocentesca che sorge a pochi chilometri, le opere del Vallo Alpino, ma anche i forti ottocenteschi francesi e le opere della Linea Maginot che si rinvengono a poche centinaia di metri. Questo è lo spirito con cui questo atlante verrà realizzato, perché il territorio che viviamo è nostro e deve essere conosciuto e vissuto appieno e fatto conoscere alle persone che lo visitano, in tutti i suoi aspetti.
Promotrici del progetto, sono due associazioni culturali che, incentrandosi su aspetti diversi, hanno nell’ultimo periodo convogliato le loro forze in un’opera congiunta di promozione del territorio valligiano alpino, ovvero l’Associazione Culturale La Valaddo e l’Associazione Culturale Vivere le Alpi.
Giovandosi delle reciproche vocazioni culturali, delle rispettive esperienze e competenze, le due associazioni hanno dato vita a plurimi eventi e progetti, non ultimo un concorso fotografico, chiamato “Scatta il Forte”, che si auspica possa essere organizzato anche in futuro con cadenza annuale, incentrato sulle strutture fortificate delle valli Pellice, Chisone, Germanasca, Susa e del Briançonnais. Sull’onda di tali positive collaborazioni e delle forti volontà di promozione culturale del nostro territorio, la collaborazione tra La Valaddo e Vivere le Alpi sfocia, ora, in questo ambizioso Atlante delle Opere Fortificate, di cui lo scritto, composto da questo e dai prossimi volumi dedicati alle singole zone geografiche, sarà parte fondamentale. L’atlante cercherà, infatti, di descrivere in modo compiuto le opere fortificate presenti nelle nostre valli e sul nostro territorio con una adeguata classificazione per localizzazione geografica ed epoca di costruzione. Le parti dedicate ad ogni singola struttura fortificata, mirano a fornire una descrizione architettonica, una serie limitata di immagini fotografiche, nonché la contestualizzazione storica dell’opera e l’itinerario consigliato per raggiungerla.
Accanto ai volumi che comporranno i vari ebook, il portale web www.atlante-operefortificate.blogspot.it ambirà al raggiungimento dell’obiettivo di fornire all’utente in modo completo le informazioni su ogni singola struttura fortificata, attraverso la creazione di una cartografia interattiva con coordinate gps, la presentazione di apposite gallery fotografiche, l’indicazione delle sezioni del presente ebook in cui la singola opera viene trattata ed attraverso la predisposizione di schede sintetiche che consentano all’utente di visionare una descrizione sommaria dell’opera con abstract in inglese e francese. Ciò, come detto, proprio allo scopo di mettere in pratica i propositi poc’anzi esposti e rendere conoscibili e fruibili da chiunque e nel modo più completo possibile, tutte le opere fortificate che contribuiscono ad arricchire il nostro territorio.